fbpx

Nati per Essere Felici – Capitolo 7

[av_one_full first min_height=” vertical_alignment=” space=” row_boxshadow=” row_boxshadow_color=” row_boxshadow_width=’10’ custom_margin=” margin=’0px’ mobile_breaking=” border=” border_color=” radius=’0px’ padding=’0px’ column_boxshadow=” column_boxshadow_color=” column_boxshadow_width=’10’ background=’bg_color’ background_color=” background_gradient_color1=” background_gradient_color2=” background_gradient_direction=’vertical’ src=” background_position=’top left’ background_repeat=’no-repeat’ highlight=” highlight_size=” animation=” link=” linktarget=” link_hover=” title_attr=” alt_attr=” mobile_display=” id=” custom_class=” aria_label=” av_uid=”]

[av_textblock size=” av-medium-font-size=” av-small-font-size=” av-mini-font-size=” font_color=” color=” id=” custom_class=” av_uid=’av-kebja9n8′ admin_preview_bg=”]

VII

COSI’ DENTRO, COSI’ FUORI

  Ora sai, non è fuori che dovrai guardare ma dentro, è dentro che scoverai i tuoi impostori: la rabbia, il rancore, la frustrazione, il controllo, la paura di non farcela, il timore del giudizio altrui …

Ho incontrato spesso il grande impostore, la paura.

E quando qualcuno ti dirà di non averla mai incontrata, non credergli, è la sua maschera che parla, ha solo bisogno di aiuto, ma ancora non è consapevole.

E quando il grande impostore ti impedisce di vivere i tuoi sogni, comprendi il modo in cui gestirla o lei gestirà te.

Ricordo un giorno quando bambino spensierato fui buttato a terra da due ragazzi più grandi ed il mio corpo incontrò i loro pugni in un campo da calcio, teatro e testimone.

Ingoiai amaro ma non dissi nulla.

Covavo vendetta. 

Imparai a difendermi. Imparai ad usare i pugni.

Non era la via.

Col tempo conobbi il perdono.

Arrabbiati, scalcia, grida, ma non andare a letto col pigiama del rancore. La rabbia fa male a chi la nutre, non a chi la riceve.

Tu conosci la parola Patologia, vero? 

Essa deriva dall’unione di due parole, ovvero pathos e logos.

Tu sai che pathos vuol dire emozioni, vero?

Tu sai che quante più emozioni negative nutri, tanto più la tua energia si abbassa, vero?

Ma sai anche che quanto più la tua energia si abbassa, tanto più gli agenti patogeni – responsabili di tante malattie – prendono potere, vero?

E non potrai prendertela con qualcuno se la tua salute comincerà a vacillare. 

Ora sai che spesso tu ne sei il responsabile!

Ricorda, tutto ti è utile, ma sappi cosa farne.

E riflettendo comprenderai che la malattia, il dolore, non sono nemici ma sistemi d’allarme attivati per aiutarti.

Li maledirai ma non servirà.

Ciò che combatti rafforzi.

Accetta, comprendi, placa la tua ira, sciogli il tuo ego ed incontra il tuo  Vero Sé, colui che sei, la tua vera essenza.

Capirai ed apprezzerai l’arte – il linguaggio della tua anima – ed amerai la danza e ballerai nel dolore, poiché avrai compreso che l’entusiasmo è la medicina per la tua anima.

E, un gradino più su incontrerai l’amore, il solo rimedio, il vero nutrimento, l’amore per te stesso e per il mondo che ti circonda.

Allieta le tue orecchie con della buona musica e canta a squarciagola.

Ricorda, tutto ti è utile ma sappi cosa farne.

Apprezza la danza e balla nel dolore come nella gioia.

Conosci i piaceri del sesso ma non esserne schiavo.

Godi quando mangi ma non alzarti sazio.

La tua missione, ricorda la tua missione e se non ne hai una, trovala!

Il paradiso non puoi averlo gratis.

E poi chissà dove sarà?

Forse non molto lontano, forse è in te.

Ama ed avrai scoperto il segreto del mondo ….

Ho sentito una storiella.

Un giorno gli dei si riunirono e, visto che gli uomini sulla terra si annoiavano, decisero di dar loro la felicità, però la nascosero per rendere il gioco più interessante.

Ora gli uomini cominciarono a cercarla, chi nei soldi, chi nelle donne, chi nel lavoro, chi nelle belle cose, e qualcuno credette d’averla afferrata stringendo tutto questo, ma durò un tempo effimero.

Allora un uomo saggio cominciò a cercarla dentro di sé, nel suo cuore … e fu felice …per sempre.

Crescerai e andrai a scuola, se lo vorrai.

Sì, lo so, tante volte ti annoierai.

Non è colpa loro. Ti danno quello che hanno imparato, il sapere. 

Sarai tu figlio mio che dovrai scoprire la conoscenza.

E quando la scoprirai, sarai l’uomo più ricco del mondo e il danaro non sarà il tuo padrone e dispenserai saggezza.

Non può essere insegnata, la devi scoprire.

E quando penserai di averla afferrata, tanta strada avrai ancora da fare.

Progetta e pianifica ma lascia spazio alla fantasia.

Afferra presto la tua indipendenza si da dedicarti tranquillo alla tua evoluzione.

Presto sarà tua la verità che nato non fosti solo per mangiare.

Desidera tutto ma non potrai avere tutto e, quando non avrai nulla sii felice ugualmente.

Coltiva gli amici e vivi l’amicizia, essa trascende e vola oltre il tempo e lo spazio.

Litigherai con gli amici, mentirai con gli amici, non importa, innaffia il fiore dell’amicizia con calore e sentimento e sappi anche farne a meno, il tuo miglior amico è sempre accanto a te, è il tuo Vero Sé. 

   Avevo tanti amici, il mio piccolo gruppo, una banda di marmocchi che si 

riunivano   felici  di  inseguire  un   pallone  su  un   campo  di  terra,  terra dura d’inverno e polverosa d’estate, e poi, stanchi ma soddisfatti, tutti a bere acqua fresca alla fontana comunale. 

Cosa rendeva felici quei bambini? 

Nulla che venisse da fuori, erano felici dentro.

Che dolci ricordi affiorano in me e le immagini di quei giorni allietano la mia Anima.

  Si studiava veloci e poi come attratti da un magnete si usciva a giocare;  ci si sentiva liberi, non ancora inseguiti dagli ostacoli della vita.

E quante discussioni per un rigore non dato e quanta gioia e abbracci dopo un goal!

Era gioia pura, gioia vera, era il premio al gusto del gioco.

Ed intanto ogni giorno venivamo chiamati nel gioco della vita.

Ogni piccolo ostacolo, a scuola, con gli amici o in famiglia era un’opportunità.

Ma non avevamo la consapevolezza.

Quando a scuola si superava un’interrogazione o un problema, si metteva un tassello in più e si saliva ad un piano superiore, ci si evolveva culturalmente. E la crescita personale? La fiducia, l’autostima, la sicurezza interiore … Ecco il vuoto che nel tempo avremmo dovuto colmare.

E la vita pian piano cominciava a chiamarmi ad un piano di evoluzione superiore, con gli ostacoli ed i problemi che mi poneva.

Mancava qualcosa però da parte mia: la consapevolezza, la vera conoscenza (cum-scire), ovvero il sapere interiorizzato.

Avrei sbagliato ancora tante volte, dovevo soffrire mille e più volte ancora, l’inquietudine doveva bussare ancora più forte prima di fermarmi e dire “BASTA”! Ora voglio capire! Ora voglio sapere chi guida la mia vita!

Dovevo attraversare ancora molti libri e corsi e seminari e guardarmi dentro e ricevere messaggi da tanta gente incontrata “casualmente” per capire che i viaggi non erano sufficienti, che le donne non erano la soluzione, che i soldi non erano la via! 

Ma il fuori rifletteva il dentro.

Dopo un’ultima più grande sofferenza, solo allora ho capito! 

Non la ragione guida la vita, ma la parte emozionale.

E abbiamo sempre la possibilità di vedere guide più alte…più in alto, in profondità.

Ora sapevo cosa, ma non sapevo come.

Dovevo ancora incontrare i miei nemici dentro di me, le mie maschere, le mie ferite.

Ora realizzavo che non c’erano colpevoli fuori, ma messaggeri, attivatori che risvegliavano le mie ferite quando toccavano le corde giuste di ciò che non sopportavo.

Ecco, finalmente comprendevo che la sorgente dello stress e la rabbia e l’inquietudine non erano all’esterno.

Coloro che credevo nemici, erano “maestri”, inconsapevolmente maestri nel risvegliare in me ciò che dovevo guarire.

Mi sono fermato e quando ho creduto di avercela fatta, ero solo all’inizio del viaggio dentro me stesso, il viaggio per la libertà, il vero viaggio.

Figlio mio, vorrei donartela la libertà, ma non posso attraversare io il deserto al posto tuo, ed oltre il deserto troverai la vita la vera vita. 

Conosco un’altra storiella.

Un giorno, un uomo passando lungo una via di campagna, vide un bozzolo appeso ad un ramo di un albero e, da un piccolo buco del bozzolo apparvero due antenne e una piccola testa di una farfalla.

  Per  varie ore la farfalla si sforzò per uscire da quel piccolo buco.

Dopo molto tempo, sembrava che essa si fosse arresa ed il buco fosse troppo stretto per passarci.

Sembrava che la farfalla ormai avesse fatto tutto quello che poteva, e che non avesse più la possibilità di fare nient’altro.

A quel punto l’uomo decise di aiutare la farfalla: prese un coltellino ed allargò l’ apertura del bozzolo.

La farfalla uscì immediatamente.

Il suo corpo però era piccolo ed immaturo e le sue ali erano poco sviluppate,  riusciva a muoversi solo con molto sforzo.

L’uomo continuò ad osservare la farfalla perché sperava che, da un momento all’altro, le sue ali si aprissero e fossero capaci di sostenere il corpo, e che essa cominciasse a volare.

Non successe nulla!

Purtroppo la farfalla passò il resto della sua esistenza trascinandosi per terra con un corpo rattrappito e con le ali poco sviluppate.

Non fu mai capace di volare.

Quell’ uomo, con il suo gesto di gentilezza, aveva cercato di aiutare la farfalla facilitando il suo compito, ma quello  che in lui non appariva chiaro, era che passare per lo stretto buco del bozzolo era lo sforzo necessario affinché la farfalla potesse trasmettere il fluido del suo corpo alle sue ali, così che essa potesse volare.

Era la forma con cui Dio la faceva crescere ed evolvere.

A volte lo sforzo è esattamente ciò di cui abbiamo bisogno nella nostra vita.

Se Dio ci permettesse di vivere la nostra esistenza senza incontrare nessun ostacolo, saremmo limitati.

Non potremmo essere così forti come siamo.

Non potremmo mai volare.

Il cammino, non è un’autostrada ma un sentiero a volte tortuoso, a volte in salita e spesso disseminato di ostacoli insormontabili.

Ma tali lo saranno solo se lo crederai. 

  Nella tua natura c’è la forza per superarli ma la devi scoprire e, quando quel giorno giungerà, comprenderai che ogni ostacolo, ogni rifiuto, ogni abbandono, ogni boccone amaro è stato utile… per la tua evoluzione.

Ma dovrai porti in ascolto dovrai ascoltare quei richiami.

  Ascolta cosa vogliono comunicarti i disagi, liberati dai condizionamenti e se avrai dolore fisico, sta tranquillo, rilassati, è solo un sistema d’allarme che rivela in superficie (corpo fisico) il disagio dell’anima e la soppressione delle tue emozioni.

Oh figlio mio, fermati ed ascolta il tuo maestro interiore e se sarai felice come me quando lo scoprii, allora le sofferenze pian piano si placheranno ma, sarai tu, sempre tu il motore che dovrà far accadere le cose.

Non potrai aspettarti che la vita risolva per te!

Sarai chiamato più e più volte all’azione e al cambiamento.

Sbaglierai? Che importa, avrai scoperto un altro modo che non funziona.

Non esistono sbagli, non esistono errori, ma solo tentativi.

Fermati, ascoltati, comprendi, poi agisci.

E quando crederai di non farcela avrai avuto ragione.

E quando crederai di farcela avrai avuto lo stesso ragione.

Spetta a te decidere cosa credere.

E se cadrai, e se ti additeranno, non curartene, rialzati e vai verso la tua missione e fa ciò che ami, tale che ti faccia bene e ti faccia star bene e se puoi coinvolgi le persone accanto a te.

Ricorda, l’allegria ha tanti amici ma la tristezza è sola.

Non renderla padrona!

Ti amo figlio mio, e se amare è lasciar andare, anch’io sono discepolo, ma volgo al maestro che si erge dentro di me.

E voglio liberarmi dalle abitudini e da tutte le dipendenze e dalla violenza generata dal mondo e godere di ogni creato e non esserne schiavo.

E la pace albergherà in me.

Godi di ogni cosa figlio mio, ma sappi fare a meno di ogni cosa.

E sarai libero.
[/av_textblock]

[/av_one_full]